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Come aprire un bar: attrezzature, costi e permessi

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Per aprire un bar servono tre cose: i requisiti professionali per la somministrazione, la pratica presentata al SUAP del Comune e un set di attrezzature scelto sui volumi che prevedi di servire. I costi dipendono soprattutto da locale, arredi e attrezzature, e su queste ultime puoi intervenire scegliendo tra nuovo, usato e ricondizionato. Qui trovi le decisioni d'acquisto da prendere prima dell'apertura, nell'ordine in cui conviene affrontarle.

Quali permessi servono per aprire un bar?

Il primo passaggio è il requisito professionale. L'articolo 71 del D.Lgs. 59/2010 chiede, per la somministrazione di alimenti e bevande, uno tra questi tre requisiti:
  • un corso professionale per la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalla Regione;
  • almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente in un'impresa del settore, anche come dipendente qualificato o socio lavoratore;
  • un diploma, una laurea o una scuola professionale di almeno tre anni con materie attinenti agli alimenti.
Se apri come impresa individuale o società, il requisito deve averlo il titolare o il legale rappresentante, oppure una persona preposta all'attività.
La pratica si avvia tramite lo SUAP del Comune, raggiungibile dal portale impresainungiorno.gov.it. Dal lato igienico-sanitario, il Regolamento (CE) 852/2004 prevede che ogni operatore notifichi all'autorità competente il proprio stabilimento ai fini della registrazione, e comunichi poi variazioni significative e chiusura. Moduli, allegati e regole su orari, insegne, dehors o musica cambiano da Comune a Comune: chiedi allo SUAP quali si applicano al tuo indirizzo.
Se vuoi essere affiancato sull'intero iter, la consulenza Astraturri per aprire un bar o ristorante copre requisiti, autorizzazioni, budget, scelta dei locali e organizzazione del lavoro. Questa guida si concentra su ciò che compri.

Quali attrezzature servono per un bar?

Le attrezzature bar professionali si dividono in quattro gruppi: preparazione del caffè, ghiaccio, lavaggio e refrigerazione. Il banco bar tiene insieme tutto e si definisce in base a ciò che ci deve stare dentro.

Macchina caffè, ghiaccio e lavaggio

La macchina da caffè professionale è l'acquisto che definisce il bar. Le macchine professionali sono in acciaio inox, mantengono una pressione costante di circa 9 bar e hanno una lancia vapore più potente delle domestiche. Esistono versioni manuali, semi-automatiche e automatiche: scegli in base a quante persone lavorano al banco e alla loro esperienza. Se valuti un usato, la guida alle macchine per caffè usate spiega cosa controllare, a partire dal funzionamento della lancia vapore e dal calcare.
Il fabbricatore di ghiaccio si sceglie per tipo di ghiaccio e per installazione. I cubetti pieni durano di più nel bicchiere, quelli vuoti raffreddano prima ma si diluiscono prima. Le macchine raffreddate ad acqua si prestano all'incasso e consumano più acqua, quelle ad aria richiedono spazio attorno e più manutenzione. Controlla l'altezza dello scarico a muro: se è più alta di quella della macchina serve una pompa di scarico. La pulizia va fatta almeno ogni tre mesi, senza prodotti aggressivi.
Per il lavaggio, il lavabicchieri è una lavastoviglie compatta pensata per bar e piccoli locali: lava bicchieri, tazzine, piattini e posate, e la gamma parte da cesti di 40x40 cm. Li trovi nella categoria lavastoviglie e addolcitori.

Refrigerazione e banco bar

Per la refrigerazione professionale i criteri sono la temperatura (positiva o negativa), la capacità in litri, il tipo di freddo (statico, ventilato o roll-bond) e il sistema di sbrinamento. Il freddo statico mantiene l'aria più umida, quello ventilato la rende più asciutta.
Il banco bar si definisce in base a macchina, lavelli e frigoriferi che dovrà ospitare. Per lavelli, tavoli e piani di lavoro guarda i mobili in acciaio inox; per banco e arredi di seconda mano trovi i dettagli in arredamento bar usato.

Quanto costa aprire un bar?

Non esiste una cifra media affidabile, perché il costo dipende da metri quadri, città, stato del locale e formula del bar. Per questo conviene ragionare per voci e farsi preventivare ciascuna prima di decidere:
  • locale: caparra, eventuali lavori e adeguamento impianti;
  • pratiche e formazione: requisito professionale e consulenze tecniche;
  • attrezzature e banco bar;
  • arredi e insegna;
  • scorte iniziali e liquidità per i primi mesi.
Le attrezzature sono la voce su cui hai più margine. Prima di fissare il budget, scrivi il menu e i volumi attesi: ti dicono quanti gruppi servono alla macchina caffè, quanto ghiaccio produrre e quanto spazio frigorifero prevedere. Comprare in base ai picchi stagionali significa pagare capacità che userai poche settimane l'anno.

Nuovo, usato o ricondizionato per un bar

Il nuovo offre la garanzia piena del costruttore. L'usato riduce l'esborso iniziale ma va ispezionato. Il ricondizionato è l'opzione intermedia: l'unità viene revisionata e venduta da un rivenditore con garanzia, mentre negli acquisti tra privati manca la garanzia del rivenditore. Sull'usato verifica sempre la documentazione e la marcatura CE dell'unità prima di acquistare; l'analisi completa è in attrezzature ricondizionate o nuove.
Una regola pratica: per tavoli, lavelli e mobili in acciaio inox il ricondizionato è tra le categorie meno critiche; per macchina caffè e refrigerazione chiedi garanzia documentata e assistenza post-vendita.

Domande frequenti

Serve un corso per aprire un bar?

Il corso è una delle tre strade previste dall'art. 71. In alternativa bastano due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque anni, oppure un titolo di studio con materie attinenti agli alimenti.

Da dove conviene partire?

Dal requisito professionale e dal confronto con lo SUAP sul locale. Le attrezzature si ordinano dopo, quando conosci menu, volumi e planimetria.

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