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Consumi energetici in cucina professionale: dove si spende e come ridurre

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La spesa energetica di una cucina professionale si concentra soprattutto su refrigerazione e cottura, perché la prima lavora ininterrottamente e la seconda assorbe potenza nei picchi di servizio. Prima di intervenire conviene leggere la bolletta e capire quali voci pesano di più, poi agire su regolazioni, manutenzione e gestione degli orari, senza necessariamente cambiare attrezzatura. Quando invece si valuta un acquisto, la scelta tra attrezzatura nuova, usata o ricondizionata pesa anche sui consumi futuri, non solo sul prezzo di partenza. Settembre, con la ripartenza dopo l'estate, è il momento naturale per rivedere queste abitudini prima che arrivino i mesi di consumo più intenso.

Dove si concentra la spesa energetica in cucina

In una cucina professionale il carico energetico non è uniforme durante la giornata. La refrigerazione, tra celle e armadi frigoriferi, lavora ventiquattr'ore su ventiquattro indipendentemente dall'orario di apertura, quindi pesa in modo costante sul totale. La cottura, al contrario, concentra l'assorbimento nei momenti di servizio: forni, piani cottura e friggitrici arrivano a potenze elevate per tempi brevi ma ripetuti più volte al giorno. Il lavaggio incide meno sull'elettricità e più su acqua ed energia termica per il riscaldamento, mentre l'aspirazione, se dimensionata correttamente e non lasciata accesa a vuoto, resta una voce secondaria ma non trascurabile su locali con cappe di grandi dimensioni.

Secondo i dati dell'Ufficio Studi Fipe-Confcommercio, un bar o un ristorante consuma in media 26.000 kWh elettrici l'anno, quasi dieci volte i consumi di una famiglia. La forbice è ampia: si va da 17.000 kWh l'anno per un piccolo bar a 45.000 kWh per un bar-pasticceria, da 15.000 kWh per una pizzeria al taglio fino a 142.000 kWh per un self-service. Questi valori aiutano a capire l'ordine di grandezza, ma ogni attività ha un profilo diverso a seconda del numero di coperti, degli orari e delle attrezzature installate.

Come stimare i consumi della propria cucina

Il primo passo concreto è leggere con attenzione la bolletta elettrica. Per le utenze non domestiche, come chiarisce ARERA, l'importo si compone di servizi di vendita dell'energia, servizi di rete per trasporto e distribuzione, oneri generali di sistema (che coprono, tra l'altro, il sostegno a rinnovabili e cogenerazione) e imposte. Separare queste voci permette di capire quanto pesa il consumo effettivo rispetto ai costi fissi legati alla potenza impegnata, che si pagano comunque anche a locale chiuso.

Per un quadro più preciso, la diagnosi energetica resta lo strumento più affidabile. ENEA segnala che le imprese che effettuano una diagnosi energetica hanno una probabilità di investire poi in efficienza superiore rispetto a chi non la fa. Per una piccola attività non serve necessariamente una diagnosi formale: basta monitorare i consumi per fasce orarie e confrontarli con i dati di settore per capire se si è in linea o fuori scala.

Interventi che riducono i consumi senza cambiare attrezzatura

Molti margini di risparmio si trovano nella gestione quotidiana, prima ancora di pensare a un investimento. Regolare le temperature di celle e frigoriferi sui valori corretti per il prodotto conservato, senza margini di sicurezza eccessivi, riduce il lavoro del compressore. La pulizia periodica dei condensatori e la sostituzione delle guarnizioni delle porte quando non chiudono più a tenuta evitano dispersioni che costringono l'impianto a lavorare più a lungo per mantenere la temperatura. Anche la gestione delle accensioni conta: spegnere forni e piani cottura nei momenti morti del servizio, evitare lo stand-by prolungato delle attrezzature elettroniche e programmare l'accensione della cella solo quando serve sono abitudini che si applicano da subito, senza costi.

Sul fronte degli impianti, la coibentazione di celle e tubazioni e, dove il layout lo consente, il recupero del calore da cottura o da refrigerazione per altri usi in cucina sono interventi strutturali che vale la pena valutare quando si pianifica una ristrutturazione o un ampliamento, più che come lavoro isolato. Per chi vuole formalizzare un piano di interventi, il Conto Termico del GSE sostiene in conto capitale una parte delle spese per interventi di efficientamento di piccole dimensioni, mentre per l'acquisto di nuove attrezzature restano attivi anche i canali descritti nella nostra guida sui bandi e incentivi per la ristorazione.

Cosa significa classe energetica per un frigorifero professionale

Per gli armadi frigoriferi e i congelatori professionali esiste un'etichettatura energetica specifica, introdotta dal Regolamento delegato (UE) 2015/1094, applicabile dal 1° luglio 2016 con requisiti più stringenti applicabili dal 1° luglio 2019. L'etichetta indica la classe di efficienza e il consumo energetico annuo dichiarato dal costruttore, un dato utile per confrontare modelli diversi a parità di capacità. Chi acquista un'unità nuova può verificare direttamente questi valori sulla scheda prodotto; chi valuta l'usato o il ricondizionato dovrebbe comunque controllare, prima dell'acquisto, che l'unità sia conforme alla marcatura CE prevista per la sua prima immissione sul mercato, requisito legato al momento in cui l'apparecchio è stato introdotto e non un obbligo automatico da rinnovare su ogni singola unità rivenduta.

Il fattore consumi nella scelta tra nuovo, usato e ricondizionato

Nella valutazione d'acquisto, il consumo energetico atteso andrebbe messo in conto insieme al prezzo di partenza. Un'unità nuova offre in genere la tecnologia più recente in termini di isolamento e compressori, con un consumo dichiarato verificabile sull'etichetta. Un'attrezzatura ricondizionata, se sottoposta a un controllo tecnico serio prima della rivendita, può includere sostituzione di componenti usurati (guarnizioni, compressori, pannelli) che incidono proprio sui consumi, riducendo il divario con il nuovo a un prezzo più contenuto. L'usato senza revisione resta la scelta più economica all'acquisto, ma comporta più incertezza sui consumi reali fino a quando non si osserva il comportamento dell'unità nel proprio locale.

Per un confronto più ampio tra le tre opzioni, la nostra guida su attrezzature nuove e ricondizionate approfondisce gli altri criteri di scelta. Chi vuole partire dalla revisione del parco frigoriferi può consultare il catalogo di celle e armadi refrigerati professionali di Astraturri, disponibile nelle versioni nuove, usate e ricondizionate, per confrontare le opzioni prima di decidere.

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