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Come scegliere un forno professionale a convezione per pasticceria

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La scelta del forno a convezione per pasticceria dipende da tre fattori: capacità produttiva giornaliera, tipologia di prodotti e budget disponibile per investimento e costi operativi. Un laboratorio che lavora 20-50 kg di farina al giorno necessita di un forno da 4-6 teglie, mentre produzioni superiori a 100 kg richiedono almeno 10 teglie. La potenza elettrica varia da 6 kW per i modelli piccoli fino a 24 kW per quelli industriali, con consumi orari stimati tra 3 e 8 kW/h.

Come funziona un forno a convezione professionale

Il forno a convezione utilizza una ventola interna che distribuisce aria calda in modo uniforme all'interno della camera di cottura. Questo sistema garantisce una temperatura omogenea su tutti i livelli, eliminando la necessità di ruotare le teglie durante la cottura.
Rispetto a un forno statico tradizionale, la ventilazione forzata riduce i tempi di cottura del 20-30% e permette di utilizzare contemporaneamente tutti i ripiani senza compromettere il risultato finale. Per una pasticceria che lavora su più produzioni quotidiane, questo si traduce in maggiore produttività e risparmio energetico.
I forni a convezione professionali sono disponibili in diverse configurazioni, da modelli compatti per piccoli laboratori fino a soluzioni ad alta capacità per produzioni intensive.

Qual è la capacità di carico ideale per una pasticceria

La capacità si valuta in base al numero di teglie standard (formato 600x400 mm) che il forno può contenere. Calcolare la capacità necessaria significa analizzare la produzione giornaliera e il numero di infornate previste.
Un laboratorio che produce 50 kg di impasto al giorno per croissant, brioche e pasticceria fresca lavora mediamente con 8-10 teglie per infornata. Con un forno da 6 teglie servono almeno 2 infornate, mentre un modello da 10 teglie permette di completare la produzione in un unico ciclo.

Quante teglie deve avere un forno per pasticceria

Il mercato offre configurazioni standard:
  • 4 teglie: laboratori artigianali con produzione limitata, pasticcerie che affiancano il forno a convezione ad altri sistemi di cottura
  • 6 teglie: soluzione equilibrata per pasticcerie medie, adatta a produzioni giornaliere fino a 70-80 kg di farina
  • 10 teglie: laboratori con volumi medio-alti, produzioni miste che includono lievitati, frolle e pasticceria fresca
  • 16-20 teglie: produzioni industriali o rifornimento punti vendita multipli
La scelta dipende anche dallo spazio disponibile: un forno da 10 teglie richiede circa 1,2-1,5 metri di larghezza e profondità simile.

Potenza elettrica e consumi energetici

La potenza installata determina sia le prestazioni del forno sia i costi operativi. I forni da 4-6 teglie richiedono 6-9 kW, mentre i modelli da 10 teglie arrivano a 12-15 kW. Le configurazioni superiori possono superare i 20 kW.
Prima dell'acquisto è necessario verificare il carico elettrico disponibile nel locale: molti laboratori hanno contatori da 15 kW che non supportano forni di grande capacità senza interventi sull'impianto.
Il consumo orario effettivo varia in base all'utilizzo: durante il preriscaldamento il forno assorbe la potenza massima, mentre in cottura il consumo si riduce grazie al termostato. Un forno da 6 teglie utilizzato 4 ore al giorno consuma mediamente 20-25 kWh, con un costo operativo di circa €7-8 giornalieri (calcolato su tariffa industriale 2026 di €0,32/kWh).

Forno elettrico o a gas per pasticceria

I forni elettrici garantiscono precisione nel controllo della temperatura e sono preferiti per pasticceria fine, dove piccole variazioni termiche compromettono il risultato. L'installazione richiede solo il collegamento elettrico, senza necessità di canna fumaria.
I forni a gas offrono costi operativi inferiori in presenza di metano, ma necessitano di evacuazione fumi e hanno controlli meno precisi. Sono più diffusi in panificazione, dove le temperature di lavoro sono elevate e costanti.
Per pasticceria la scelta ricade quasi sempre sull'elettrico, che permette cotture delicate e programmazioni complesse.

Caratteristiche tecniche da valutare

Il controllo digitale della temperatura è essenziale: i forni professionali lavorano in un range da 50°C a 300°C, con precisione di ±5°C. I modelli con timer programmabile permettono di impostare cicli di cottura automatici, utili per produzioni standardizzate.
La camera di cottura in acciaio inox garantisce durabilità e facilità di pulizia. L'isolamento termico di qualità (lana di roccia o fibra ceramica) riduce le dispersioni e mantiene stabile la temperatura interna, influenzando direttamente i consumi.
Alcuni modelli includono il sistema di umidificazione, che inietta vapore nella camera durante la cottura. Questa funzione è utile per lievitati che richiedono crosta croccante e interno soffice, ma aumenta il costo del forno di circa il 15-20%.
La porta con doppio o triplo vetro permette di controllare la cottura senza dispersioni termiche. I forni di qualità hanno cerniere robuste e guarnizioni sostituibili, elementi che impattano sulla durata nel tempo.

Quale forno scegliere in base alle produzioni

Per pasticceria fresca (mignon, monoporzioni, crostate) serve un forno con controllo preciso e possibilità di lavorare a temperature medie (160-180°C). Un modello da 6 teglie con timer digitale è sufficiente per laboratori fino a 40-50 coperti giornalieri.
La produzione di lievitati (brioche, croissant, panettoni) beneficia del sistema di umidificazione e di una buona distribuzione del calore. Le temperature di lavoro sono più basse (150-170°C) ma i tempi di cottura più lunghi. Un forno da 10 teglie permette di gestire infornate consistenti riducendo i cicli.
Per biscotteria e frolle servono temperature elevate (180-200°C) e cotture brevi. Un forno potente con buona ventilazione garantisce risultati uniformi anche su grandi quantità.
I laboratori con produzione mista necessitano di un forno versatile con ampio range di temperatura e programmabilità. L'investimento in un modello da 8-10 teglie con controlli avanzati si ammortizza sulla flessibilità operativa.
Prima dell'acquisto è utile valutare i forni professionali disponibili confrontando specifiche tecniche e rapporto tra capacità e potenza installata.
La scelta finale considera anche l'assistenza post-vendita e la disponibilità di ricambi: un forno fermo per guasto blocca la produzione, quindi affidarsi a fornitori con servizio tecnico efficiente riduce i rischi operativi.
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